Recensione “Alle Corde” (di Leandro Conti Celestini, 2020)

Copertina flessibile: 400 pagine; Editore: Eroscultura Editore (23 aprile 2020); ISBN-10: 8869362132 ISBN-13: 978-8869362132.

Non avevo mai letto narrativa erotica e le mie incursioni nel genere si erano sempre limitate ad alcuni fumetti giapponesi appartenenti al filone ero-guro e ad un certo tipo di cinema, dalla commedia sexy all’italiana ai film di Joe D’Amato. Proprio per questo accettare di collaborare con l’autore Leandro Conti Celestini per la lettura e recensione del suo romanzo d’esordio è stata una sfida a cui non ho voluto sottrarmi. Il perché è semplice: ho avuto finalmente la possibilità di uscire dalla comfort zone delle mie letture abituali mettendomi alla prova con un progetto sicuramente innovativo nel suo fondere la tematica sportiva a quella erotica. In Alle Corde, edito da Eroscultura Editore, si parla infatti di wrestling ma da un punto di vista che, nella mia ignoranza sull’argomento, ho trovato inedito: quello di un ragazzo gay che si affaccia al mondo brutale e spettacolare della lotta sul ring.

Anno 1979, da qualche parte al confine tra Nevada e Oregon, fatto di strade deserte, montagne in lontananza, cieli sconfinati e il silenzio di un pomeriggio inquieto. Tristan è un giovane uomo con un sogno: entrare nel circuito del Professional Wrestling, ed è in viaggio per affrontare il primo incontro che potrebbe aprirgli le porte della nuova carriera. Inizierà così il suo percorso in locali da pochi soldi e match senza regole nelle periferie selvagge del nord America, nella speranza di venire notato dalle federazioni ufficiali ed entrare nel grande giro. Lontano dalla famiglia e dal mondo sicuro della sua piccola città dove mai niente accade, il viaggio lo farà crescere e mutare: dalla scoperta e accettazione della sua omosessualità, alle prime esperienze erotiche con altri uomini fino a rinsaldare il profondo rapporto con il suo Coach, da sempre figura paterna e fraterna al suo fianco. Incontrerà soddisfazioni e vittorie, piacere e godimento, ma anche dolore, incertezze e sconfitte, fino a incrociare la strada con un bellissimo ma pericoloso avversario, e un patto che lo lascerà ferito e solo. Sarà il match finale nella sfavillante città di Las Vegas che gli permetterà di riscattare la sua dignità e la direzione che sembrava aver smarrito?

Alle Corde è un romanzo di formazione, principalmente. Senza fare spoiler, posso considerare la sua struttura “circolare”, con un inizio che coincide con la fine che però altro non è che un nuovo inizio. Non a caso la narrazione comincia con il viaggio di Tristan, il nostro giovane protagonista, verso l’Oregon e verso la speranza di una carriera da professionista nel wrestling. Viaggio di crescita che lo porterà verso la maturità sportiva e sessuale. Eppure Tristan, meglio conosciuto come Cuore di Tigre sul ring, non è il solito ragazzo di provincia americana che tenta di sfondare. Le sue preferenze sessuali lo hanno reso vittima delle angherie dei compagni di scuola, il suo aspetto fisico etereo e bellissimo lo hanno fatto invidiare dai coetanei di sesso maschile e la sua abilità nel club di lotta lo hanno reso temuto dai suoi stessi compagni di squadra. L’unica persona di cui Tristan può fidarsi e a cui può affidarsi è quindi Michael, il suo coach. Non dimentichiamoci che il racconto è ambientato sul finire degli anni ’70, quando l’omosessualità non era ancora stata sdoganata.

Nonostante Alle Corde sia inquadrabile come opera LGBT, utilizza tali tematiche esclusivamente per definire il protagonista e il contesto in cui si muove. All’autore interessa descrivere il percorso del suo personaggio mostrandocelo e sviscerandocelo. Un percorso pervaso di erotismo e costellato da sfide violente, ma in cui è celata un’intimità dolce e candida, una sorta di vero e proprio rifugio per l’anima e per il cuore.

“«Il talento è troppo poco, per quanto grande sia. Chissà in quanti c’è un gigante buono che non avrà mai la possibilità di dimostrare la sua vera forza e vagherà per tutta la vita con il suo piccolo circo di villaggio in villaggio, in lande desolate lontano dalla corte del re. Tu invece, io ti voglio con me, voglio farti diventare grande!»”

Tutto è raccontato da due punti di vista: quello di Tristan, che resta il principale, e quello del Coach che, attraverso estratti presi dal suo diario, permette al lettore di cambiare prospettiva. Questa trovata diventa essenziale nel momento in cui la sfumatura data allo sguardo di Tristan palesa il proprio dominio. Parliamo di un ragazzo in bilico tra adolescenza ed età adulta, che legge la realtà attraverso i propri desideri, le paure e gli istinti. Celestini utilizza una focalizzazione interna in prima persona con narratore protagonista. Interrompe l’omogeneità di tale struttura con due interventi di differente cifra stilistica: un bel momento onirico, che segna quasi una cesura interna tra due differenti parti del romanzo, e una splendida incursione nel fantasy dal sapore fiabesco che metaforicamente spiega la storia.

Due sono le parole chiave che mi sono saltate alla mente durante la lettura: erotismo e combattimento. Il primo è costantemente presente: ogni descrizione, ogni pensiero ne è intrisa. Trattandosi di romanzo erotico poi, sono presenti dettagliate scene di sesso. Sono il meno adatto a giudicarle essendo nuovo al genere e devo ammettere che non sono nelle mie corde. Sicuramente è un limite mio. Discorso diverso per i combattimenti, scritti con maestria e assolutamente riusciti e appassionanti, in grado di dare particolar dinamismo al romanzo soprattutto nella terza ed ultima parte. Proprio dalle scene di combattimento risalta parte del background di Celestini: qui si nota il suo amore per un certo tipo di cinema d’azione (quello di arti marziali, ad esempio) e di animazione giapponese, quella andata in onda in Italia tra gli anni ’80 e ’90. Nome e abbigliamento di Cuore di Tigre non possono, tra l’altro, non far pensare al mitico Uomo Tigre (o alla sua controparte reale nel mondo del wrestling, Tiger Mask). C’è però qualcosa che accomuna questi due aspetti e li rende complementari: anche le scene di combattimento trasudano erotismo ed entrambi creano uno spietato contrasto con il candore percepibile nel racconto. Tristan è un personaggio ambivalente, una sorta di Adamo in bilico tra il fanciullo puro e immacolato e l’adulto corrotto dal peccato originale. Ambivalenza che risalta tanto nel suo animo artistico quanto nel suo modo di leggere il mondo e di vivere la sessualità in una spasmodica ricerca del piacere che lo autodetermini come individuo. Non ho usato il nome biblico a caso, visto l’utilizzo di simbolismi che ricordano la parabola allegorica.

“Troppe porte davanti a lui, tutte uguali, tranne quella a vetri socchiusa che porta all’esterno; la spinge violentemente e si ritrova improvvisamente fuori in una balconata a semicerchio, il giovane mago si accorge appena del paesaggio circostante, delle torri e dell’immensa altitudine in cui la balconata si trova, perché già sente dietro di sé un tocco alieno, un respiro gelido sulla nuca. Continua a correre senza girarsi, ma accorgendosi con orrore che solo una balaustra di marmo chiaro separa il balcone dal vuoto, nessuna scala, passaggio o altre porte davanti a lui. Sente nella mente mani invisibili pronte a ghermirlo, così continua a correre, la balaustra è sempre più vicina, sempre più vicina.”

Dal punto di vista stilistico, dobbiamo considerare questo romanzo non solo come esordio nel campo della narrativa di genere, ma come l’esordio assoluto di un autore alla sua prima esperienza. Leandro Conti Celestini è un designer italiano che vive in America, un artista visivo, e questo si nota. Fa un uso abbondante e ripetitivo di aggettivi e avverbi. Capita che le sue costruzioni sintattiche non siano corrette come non lo è sempre l’utilizzo dei verbi e della consecutio temporum. Infine i dialoghi mi sono parsi a volte artificiosi e poco naturali. Ciò purtroppo ha reso la mia lettura meno scorrevole e appagante.
La struttura del romanzo è ben curata e gli elementi inseriti trovano facilmente posto e scopo: non c’è nulla di superfluo e tutto ha una propria funzione narrativa. Sono davvero curioso di vedere come questo autore si evolverà.

Ringrazio di cuore Leandro per avermi proposto questa collaborazione e di avermi permesso di leggere la sua opera. Alle Corde è disponibile in formato cartaceo ed eBook su Amazon e sui principali store on-line. Per la presenza di scene erotiche gay e di cruenti combattimenti, se ne raccomanda la lettura ad un pubblico adulto.

Link per l’acquisto: https://bit.ly/2zsTjSBEroscultura

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