Recensione “Satyrandroide” (di Gianpaolo Roselli, 2019)

“Che cosa significa “essere vivi”? Qual è il confine tra la vita e la non vita? I protagonisti di questa storia sono androidi. Che provano emozioni. Eppure sono fuori dal circuito vita: sono macchine e le macchine, si sa, non provano emozioni. “Satyrandroide” è la storia di un viaggio che inizia nelle profondità dello spazio e continua per le colline e i borghi del Mezzogiorno; è la storia di Ulisse, ma anche di Beowulf e di Charlot, e di tanti altri androidi, che per salvarsi – ognuno dalle proprie sofferenze – provano la loro capacità a essere vivi, sfidando quel confine sottile che separa la vita dalla non vita. Nel farlo porteranno a galla il complicato e controverso rapporto che lega gli androidi agli umani, visti – a torto o a ragione – come modelli di perfezione a cui tendere. C’è in gioco, il riconoscimento di una loro, propria, “umanità”.”

Ci sono tanti tipi di fantascienza, ma la mia preferita resta la “fantascienza umana”, quella distopica basata non solo sul concetto di umanità e sulla sua possibile evoluzione ma su valori che ci riguardano da vicino, posti a tu per tu con la cultura umanistica e concetti sociali e religiosi che arrivano a rivoluzionare le concezioni filosofiche alla base del nostro vivere sociale, economico, politico. Per tutti questi motivi mi sono approcciato a Satyrandroide con grande curiosità.

Satyrandroide è un romanzo fantascientifico scritto dall’autore pugliese Gianpaolo Roselli, un’opera narrativa con chiare ispirazioni dickiane (“Il cacciatore di androidi” ha fatto scuola) e con radici nella cultura classica e nell’epica. Un viaggio avventuroso che fonde azione e filosofia viaggiando non solo tra la Calabria e la Puglia (passando per la Basilicata) in una futuristica Italia meridionale, ma anche tra Plutone e Terra, tra passato e futuro, carne e silicio, tecnologia e analogicitá.
Ulisse (nome simbolico che richiama l’omerico viaggio del personaggio greco) e Beowulf (nome simbolico che richiama il guerriero viaggiatore dell’omonimo poema sassone) sono parte di un’epopea con chiari riferimenti all’idea letteraria incarnata da Calvino, una sorta di fiducia ottimistica nell’umanità che però, in questo caso, viene traslata divenendo concettualmente universale, aprendosi al sentimento dell’umano piuttosto che al concerto di razza. E, fondamentalmente, Satyrandroide affronta problematiche “umane” come il razzismo, la guerra, la globalizzazione e l’integrazione. Forse anche per questo si assiste, durante tutto il romanzo, ad una esopica stereotipizzazione di personaggi e situazioni.

Caratterizzato da un linguaggio semplice, scorrevole, basato sulle paratassi (e quindi caratterizzato da una costruzione sintattica complessa, ma gestita in modo da rendere i periodi di facile comprensione) nonché da una struttura che fa largo uso di flashback permettendo un’introspezione dei personaggi che ne sciorina motivazioni e ne spiega i comportamenti senza cadere nella trappola dello spiegone, Satyrandroide è un romanzo complesso basato sull’azione, un on-the-road dal forte impianto filosofico.

Il romanzo è edito da Edizioni Ensemble nel 2019 in formato cartaceo e ebook.

Dettagli prodotto

Copertina flessibile: 368 pagine
Editore: Ensemble (8 febbraio 2019)
Collana: Officina
ISBN-10: 8868813300
ISBN-13: 978-8868813307

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